Ritratto di donna

Tecnica: matita su carta velina
Dimensioni: 23 x 18 cm
Data: non disponibile
Firma: in basso a dx.
ID: 46

 

Descrizione

Hodler Ferdinand (1853-1918)

Pittore svizzero tra i più conosciuti del XIX secolo, nasce a Berna da padre ebanista e madre cuoca. Dopo un apprendistato presso il pittore vedutista Ferdinand Sommer, dal 1872 si trasferisce a Ginevra (che raggiunge a piedi) dove fino al 1876 è allievo di Barthélemy Menn, direttore della classe di disegno della Scuola di Belle Arti della città.
Al fianco di Menn, Hodler abbandona lo stile vedutista per aprirsi al paesaggio, alla figura, al ritratto: i suoi primi lavori saranno caratterizzati da un realismo vivace, colorato e luminoso. Tra i suoi principali riferimenti in questa fase vi sono i grandi nomi dell’Impressionismo europeo, ma anche grandi artisti del passato come Albrecht Dürer e il suo “Trattato sulla proporzione”, datato 1507.
Nel 1877 visita per la prima volta Parigi e il Louvre, dove rimane impressionato dai dipinti di Andrea Mantegna, mentre dal 1878 al 1879 soggiorna a Madrid, per studiare al Prado la pittura Rinascimentale italiana e quella del XVII sec. francese, fiammingo e spagnolo.
Negli anni successivi Hodler partecipa a numerose esposizioni e concorsi regionali e nazionali. Il suo stile, intanto, evolve verso una forma personale di simbolismo, da lui stessa definita Parallelismo, che enfatizza la simmetria e il ritmo che egli crede siano alla base della società umana: i suoi dipinti si affollano di figure organizzate simmetricamente come in una danza o un rituale. L’opera che segna definitivamente il suo passaggio all’immaginario simbolista è la scandalosa “La Nuit”, realizzata nel 1890 ed esclusa da un’esposizione al Museo Rath di Ginevra, in quanto giudicata “oscena”.
Dopo aver eseguito un serie di imponenti opere a tema storico-patriottico, nella fase finale della sua attività pittorica il simbolismo lascia spazio a un espressionismo contraddistinto da forme geometriche fortemente colorate: soggetti preferiti restano i paesaggi alpini della sua terra, ora però ridotti all’essenziale, a cunei di terra frastagliata tra acqua e cielo.
Muore a Ginevra nel 1918, celebrato come uno dei più gradi pittori dell’arte europea di fine ‘800.

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