LE REPOS DU VOYAGEUR

Tecnica: olio su tela
Dimensioni: 60 x 81 cm
Data: 1978
Firma: in basso a dx.
ID: 2949

Descrizione

Charles Lapicque (1898 – 1988)

Pittore francese della nuova École de Paris trascorre la sua infanzia ad Epinal, e dal 1909 si trasferisce a Parigi. Dal 1919 frequenta nell’École centrale des arts et manifactures e qui completa la sua formazione come ingegnere. Nel tempo libero, però, si dedica ad un’altra sua grande passione: l’arte, alla quale si avvicina come autodidatta. Dipinge il suo primo paesaggio nelle vicinanze di Caen nel 1920, per poi dedicarsi trasversalmente a pittura, tecniche di stampa e scultura. Nel 1929 la Galleria Jeanne Bucher ospita la prima mostra personale di Charles Lapicque. Sulla sua arte afferma: «Lunghi studi di carattere scientifico mi hanno portato a considerare il rosso, l’arancione e il giallo come colori sempre pronti a diventare più leggeri, a diventare più luminosi, e il blu, al contrario, come un colore inevitabilmente destinato a scurire, apparire più neri. Il risultato è stato un certo vantaggio nel mostrare corpi solidi e pesanti in blu, e nel riservare rosso, arancione o giallo per corpi luminosi o distanti, come il cielo.» Nel 1937, riceve una commissione per creare cinque grandi progetti di pareti per il Palais de la Découvert a Parigi, una delle quali gli vale la medaglia d’onore all’Esposizione Universale di Parigi del 1937. Nel 1941, Lapicque partecipa alla mostra collettiva “Vingt jeunes peintres de tradition francais” di Jean Bazaine (1904 – 2001). Dal 1943 in poi si dedica esclusivamente all’arte, lasciando da parte la carriera da ingegnere, lavorando su temi legati alla guerra e alla liberazione di Parigi. Nel 1953 riceve il “Prix Raoul Dufy” della Biennale di Venezia, città nella quale tornò diverse volte anche per dipingerne le ville, i loro giardini e gli arredi interni, così come i frontoni e le facciate delle chiese. Nel trattato “Essais sur l’espace, l’art et la destinée”, pubblicato nel 1958, Lapicque formula la teoria delle sue opere artistiche. Negli anni ’70 si dedica alla produzione di sculture di metallo e plastica, così come arazzi e molte incisioni e litografie, e nel 1979 riceve il “Grand prix national de peinture”. Le sue opere sono considerate importanti, tra il 1939 e il 1943, per lo sviluppo della pittura non figurativa e negli anni ’50 per le correnti Pop art, figurazione narrativa, figurazione libera; utilizza in modo originale sia la tavolozza di colori sia, soprattutto, lo spazio (separa molteplici prospettive di più viste prospettiche). Muore il 15 luglio 1988 a Orsay (vicino a Parigi).