25 novembre: “Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne”
Nel 1999 le Nazioni Unite dichiarano il 25 novembre “Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne”
Tale data è stata scelta in memoria delle tre sorelle Mirabal della Repubblica Dominicana, vennero deportate, violentate e uccise il 25 novembre 1960. Ritenute colpevoli di essersi ribellate alla dittatura e di aver lottato per la libertà ed i diritti delle donne .
Prima di allora e sino ad oggi, continuano ad imperversare discriminazione e violenza a cui le donne sono esposte, rappresentano una delle principali cause di morte delle donne in tutto il mondo senza distinzione di età, istruzione o ceto sociale.
La violenza ha varie forme non è solo fisica, ma anche psicologica, economica.
È malattia di una società che cova in sé diversità profonde tra uomini e donne, una società che non riconosce alla donna l’importanza del suo ruolo, una società che deve crescere sul piano culturale e di relazione.
La Conferenza Mondiale sui Diritti Umani tenutasi a Vienna nel 1993, ha evidenziato l’emergenza ad intervenire ed ha redatto una Dichiarazione ed un Programma d’Azione per la promozione e la tutela dei diritti umani nel mondo riservando una ampia parte ai diritti delle donne:
“Parte I
18. I diritti umani delle donne e delle bambine sono parte inalienabile, integrale e indivisibile dei diritti umani universali. La piena ed eguale partecipazione delle donne nella vita politica, civile, economica, sociale, culturale, a livello nazionale, regionale e internazionale e lo sradicamento di tutte le forme di discriminazione sessuale, sono obiettivi prioritari della comunità internazionale. La violenza di genere e tutte le forme di molestia e sfruttamento sessuale, incluse quelle derivanti da pregiudizi culturali e da traffici internazionali, sono incompatibili con la dignità e il valore della persona umana e devono essere eliminate. Questo obiettivo può essere conseguito attraverso strumenti legislativi e attraverso un’azione nazionale e una cooperazione internazionale in campi come lo sviluppo economico e sociale, l’educazione, la tutela della maternità e della salute, i servizi sociali.
I diritti umani delle donne dovrebbero costituire parte integrante delle attività delle Nazioni Unite nel campo dei diritti umani, inclusa la promozione di tutti gli strumenti sui diritti umani riguardanti le donne.
La Conferenza Mondiale sui Diritti Umani sollecita i governi, le istituzioni, le organizzazioni intergovernative e non-governative a intensificare i loro sforzi per la protezione dei diritti umani delle donne e delle bambine.”
Tutti gli Stati che hanno firmato la Convenzione si sono impegnati nel creare una rete di servizi per accogliere, sostenere e tutelare le donne che subiscono violenze ed i loro figli.
Ogni donna deve sapere che non è sola.
Celebriamo questo 25 novembre ! Noi donne ricordiamoci delle altre donne!
Io ricordo ancora le 100 paia di scarpe rosse esposte ai piedi delle Colonne di San Lorenzo a Milano anni fa. Scarpe femminili rosse come il sangue delle donne che subiscono violenze, che vengono uccise.
Camminando e guardandole in me prima stupore seguito da dolore e rabbia per la cruda verità che quelle scarpe rosse rappresentavano.
Ricordo “il Muro delle bambole” in Via de Amicis ,una grata lungo il muro esterno della Casa dei diritti di Milano, appese decine e decine di bambole . Un immagine permanente per non dimenticare la sofferenza delle donne.
Il 25 novembre 2014 camminerò per Milano, tornerò alle Colonne di San Lorenzo e “al Muro delle bambole”. Mi piace pensare che in ogni parte del mondo tante donne come me ricorderanno altre donne.
Mi piace pensare e credere che in futuro le bambole e le scarpe rosse saranno solo simbolo di dolcezza, sensualità, amore, quell’amore di cui solo le donne sono capaci.




