Basilea d’arte. Un viaggio tra i musei della città
Dal 1970, Basilea è la città d’arte svizzera per antonomasia: da quell’anno, infatti vi si svolge la fiera Art Basel, appuntamento annuale che riunisce a Messeplatz le migliori gallerie d’arte mondiali per un pubblico vasto e cosmopolita.
Il legame della città sul Reno con l’arte, tuttavia, ha origini molto più remote. Nel 1661, la collezione del giurista Basilius Amerbach viene infatti acquistata dalla città e resa pubblica: nasce così il primo museo borghese al mondo, il Kunstmuseum di Basilea, ad oggi una delle piu importanti istituzioni museali a livello internazionale.
La collezione del museo raccoglie capolavori dell’arte dal XV secolo a oggi, spaziando abilmente dal classico al contemporaneo. Molti sono gli artisti svizzeri presenti, veri e propri capisaldi dell’arte elvetica: da Caspar Wolf a Böcklin, ai più recenti Calame, Hodler, Segantini e Giacometti. La collezione è arricchita da opere dell’impressionismo francese, postimpressionismo, cubismo, espressionismo fino all’arte concettuale e contemporanea.
Momentaneamente chiuso per lavori, parte della sua imponente collezione è attualmente ospitata presso il Museum für Gegenwartskunst, al fianco di altre esposizioni temporanee. La location è interessante, appena fuori dal centro, un edificio moderno in vetri con vista sul Reno. Il Team Artrust non poteva mancare di visitarlo, durante la trasferta ad Art Basel.
La sala al piano terra ospita opere di grandi dimensioni di Frank Stella, mentre sul lucernario i neon di Bruce Nauman illuminano vizi e virtù. Ai piani superiori le sale sono dedicate a Martin Boyce e alle istallazioni di Joseph Beuys, lasciando ampi spazi al concettuale. La sala riservata all’esposizione Cézanne o Richter, Masterpieces from the the Kunstmuseum Basel lascia senza fiato: una vera carrellata di capolavori della storia dell’arte, riuniti in un unico grande spazio. Apre il simbolismo di Böcklin e Rosseau, si prosegue con una grande tela centrale di Léger, opere di Chagall, Matisse e Kandinsky, fino a Fontana e Richter. Una mostra assolutamente da non perdere, che resterà allestita fino al 21 Febbraio 2016.
Tra i musei da visitare a Basilea non si può non citare la Fondazione Beyeler (http://www.fondationbeyeler.ch/en/Home ), nata per volere dei coniugi Hildy e Ernst Beyeler, collezionisti d’arte moderna e contemporanea. In cerca di una sede che ospitasse le loro numerose opere, la scelta dei coniugi ricadde inizialmente sul Kunstmuseum, ma presto preferirono dedicare alla collezione uno spazio a sé stante, in cui l’arte potesse dialogare con la natura e gli spazi aperti. Da questa volontà nasce l’edificio realizzato da Renzo Piano, e collocato appena fuori dalla città di Basilea, a Riehen. Durante le frenetiche giornate di Art Basel la Fondazione Beyeler diventa uno dei luoghi mondani più frequentati da art lovers e jet set, un punto di ritrovo per visitare le mostre e parlare d’arte. Anche noi siamo stati alla Fondazione, scoprendo i paradisi thaitiani di Paul Gauguin (in mostra fino al 28 giugno) e i ritratti di Marlene Dumas (The Image as Burden, fino al 6 settembre).
Per ristorarci dopo le fatiche dei giorni di fiera, non ci siamo fatti mancare un pranzo da Chez Jeannot (http://www.chezjeannot.ch/), preludio alla visita del Museo Tinguely. Fondato nel 1996 dall’azienda farmaceutica Roche, come regalo alla città di Basilea in occasione del proprio 100esimo anniversario, il museo ospita oggi una raccolta eccezionale di opere meccaniche di Jean Tinguely, e si rivela estremamente adatto anche per i visitatori più piccoli che possono trovarvi modi divertenti e alternativi per scoprire l’arte.
Niki de Saint Phalle, vedova dell’artista, ha donato le prime opere, gettando le basi della collezione del museo che si è poi ampliata nel corso del tempo, arrivando a rappresentare tutte le fasi della carriera artistica e dell’opera di Jean Tinguely: sculture cinetiche, assemblaggi, macchine, ma anche disegni, fotografie e materiali d’archivio.
Come nel caso della Fondazione Beyeler, anche al Museo Tinguely l’arte si lega all’architettura: l’edificio è stato infatti progettato dall’architetto ticinese Mario Botta, che ha conciliato l’uso del suo tipico mattone in cotto e le linee geometriche con il panorama delle rive del Reno.
Il museo ha inoltre in corso una mostra temporanea dedicata a Eva Aeppli, prima moglie dell’artista svizzero scomparsa lo scorso maggio (una raccolta di opere e foto, fino al 6 Novembre), e un’esposizione con le installazioni emozionali dell’artista Haroon Mizra.
L’ultimo giorno della nostra permanenza a Basilea lo abbiamo dedicato allo splendido Museo Vitra, a nostro parere una meta irrinunciabile, da vedere almeno una volta nella vita. Appena fuori dalla città ma già in territorio tedesco, il Vitra è uno dei piu importanti musei-campus del mondo, dedicato alla storia del design e alla relazione tra architettura, arte e cultura visiva. È stato fondato nel 1989 da Willi Fehlbaum, che ha trasformato l’area aziendale di Weil am Rhein in un campus dedicato al design presente e passato. Lo spazio è diviso in aree progettate da architetti di fama mondiale: tra i piu importanti, l’edificio che ospita le esposizioni annuali progettato da Frank Gehry, la Fire Station di Zaha Hadid (una vera e propria caserma dei pompieri, pensata in seguito ad un incendio), e la Promenade di Álvaro-Siza. La VitraHaus (2010, Herzog & de Meuron) ospita il flagship dell’azienda: lo showroom-museo dove ammirare la storia della collezione Vitra e scoprire gli oggetti di design piu conosciuti al mondo. Persino lo shop vale la visita: piccoli pezzi da museo da portare a casa.
Torniamo in Ticino dopo tre giorni dedicati all’arte e ai musei di Basilea, pronti a ripartire con tante nuove idee e suggestioni per le nostre attività. In attesa di Art Basel 2016… #weloveourjob




