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Oltre il dipinto: espandere la percezione dell’opera d’arte

Le arti visive, lo dice il nome stesso, da sempre hanno coinvolto lo spettatore attraverso un solo senso, quello della vista: davanti a un quadro o a una scultura non possiamo fare altro che guardare. Ammirati, estasiati, emozionalmente coinvolti, certo, ma solo esclusivamente attraverso i nostri occhi.

 

Un limite che esclude dal piacere di conoscere e apprezzare l’arte pittorica chi, purtroppo, non può vedere. È stata questa la riflessione che ha spinto i curatori del Museo Prado di Madrid a progettare e allestire un’innovativa esposizione temporanea dedicata ai non-vedenti.

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“Hoy toca el Prado”, questo è il titolo della mostra allestita fino al 28 giugno 2015, è un primo passo per rendere accessibile anche a visitatori con handicap visivi, alcuni dei più grandi capolavori della storia dell’arte. Sei delle opere più rappresentative del museo sono state infatti riprodotte in stampa digitale ad accumulazione d’inchiostro, definendo i volumi delle figure in modo tridimensionale con strati e tessiture fino a 6 millimetri di spessore.

 

In questo modo, attraverso il tatto (e con l’aiuto di pannelli in braille e audioguide) anche i non-vedenti possono immaginare, ricreandole mentalmente, le opere di Correggio, Velàzquez, Goya, Leonardo da Vinci, El Greco e Van der Hamen.

 

Quello del Prado non è tuttavia un tentativo isolato. Se l’iniziativa del museo spagnolo nasce con l’obiettivo di portare l’emozione dell’arte anche a chi non ha fino ad ora potuto viverla, vi sono numerosi altri esperimenti tesi a coinvolgere tutti i cinque sensi del corpo umano nella percezione di un’opera.

 

In questa direzione la mostra organizzata dal Museo Tinguely di Basilea intitolata “La Belle Haleine – The Scent of Art”, rappresenta un tentativo originale di associare l’olfatto all’arte. Allestita fino al 17 maggio 2015, l’esposizione interdisciplinare esplora il tema del “profumo dell’arte” in tutti i suoi aspetti, artistici, scientifici e culturali.

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Attraverso installazioni, disegni, video, foto e opere di artisti del calibro di Tinguely, Duchamp, Spoerri e tantissimi altri, i visitatori saranno accompagnati alla scoperta della dimensione olfattiva dell’arte: cosa succede se il nostro naso gioca improvvisamente un ruolo principale nella percezione estetica di un’opera? Può il profumo essere utilizzato come un mezzo di espressione artistica e creativa? Di cosa profuma l’arte?

 

Sono queste alcune delle domande che troveranno risposta attraverso un percorso espositivo che si sviluppa su una superficie di oltre 1.200 metri quadrati. “La Belle Haleine” è solo la prima di una serie di mostre già programmate per i prossimi anni, attraverso le quali il Museo Tinguely affronterà il complesso tema dei cinque sensi, la loro rappresentazione e il loro rapporto con l’arte del XX sec.

 

Se allargare la percezione di dipinti e sculture a tutti i sensi contribuisce ad ampliare il pubblico che quelle opere può apprezzare, allora nello sforzo attuale di molti musei verso questo obiettivo rientrano anche tutte quelle iniziative tese ad avvicinare all’arte un pubblico speciale, che necessità di modalità alternative e originali di approccio, come quello dei bambini.

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Tutti i più grandi musei propongono oggi percorsi di visita dedicati ai più piccoli, nei quali le parole d’ordine sono coinvolgimento e interazione. Il MUBA – Museo dei bambini di Milano (www.muba.it), inaugurato nel gennaio 2014, rappresenta la massima espressione di questo tipo di visione configurandosi come un centro permanente dedicato a progetti culturali e artistici per l’infanzia: uno spazio di aggregazione per bambini, famiglie e scuole, nel quale svago e divertimento vanno di pari passo con la promozione dell’arte attraverso mostre-gioco, laboratori e tante altre iniziative per abituare le future generazioni alla bellezza e alla creatività sin dalla tenera età.

 

Nel nostro piccolo, abbiamo sempre cercato di proporre modalità di visita alternative e originali rispetto a quelle tradizionali nel corso delle mostre che abbiamo fin qui organizzato: lo abbiamo fatto lo scorso anno, per la mostra dedicata a Carl Walter Liner, introducendo una speciale visita cromoterapica, nella quale i colori delle opere dell’artista svizzero diventavano occasione di un momento meditativo, con il coinvolgimento di tutti i cinque sensi: sacchetti profumati abbinati alle diverse stanze colorate introducevano le emozioni delle opere a livello olfattivo, mentre brani musicali creavano la giusta atmosfera per entrare in un contatto più profondo e non puramente razionale, con i dipinti esposti.

Lo faremo quest’anno, accompagnando la mostra su François Gall con la musica dal vivo di un pianoforte a coda.

E lo facciamo costantemente con i nostri Laboratori Didattici ai quali ogni anno partecipano decine di bambini e scuole del territorio per imparare l’arte attraverso il gioco e l’interazione.

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