Artrust @ Art Basel 2015. La nostra Top List
Si è chiusa ieri la 46esima edizione di Art Basel, che ha ospitato quest’anno 223 gallerie da 33 paesi, presentando circa 4.000 artisti moderni e contemporanei. La chiamano “La Mecca dell’arte”, il centro attorno al quale ruota l’eccellenza artistica mondiale e la migliore piazza per ospitare un mercato in pieno fermento.
Siamo entrati nei Padiglioni nei giorni di Preview della Fiera, godendoci il clima frenetico ed eccitato dei galleristi e scoprendo in anticipo le opere che hanno poi guidato le vendite milionarie durante i quattro giorni ufficiali di fiera.
GALLERIES
Quest’anno la suddivisione tra emergenti e grandi nomi è stata più netta, con una separazione anche fisica: al primo piano, infatti, sono stati collocati i big del panorama artistico legato al moderno come Acquavella, Landau e Gmurzynska e i capisaldi del contemporaneo tra i quali Gagosian, Lisson, Continua, Hauser&Wirth, Pace, David Nolan, Sperone. Al secondo piano, invece, le gallerie legate principalmente agli artisti emergenti: Marianne Boesky è, a nostro parere, tra le migliori di questa sezione, con una scelta di opere raffinata e minimale, tra i quali Frank Stella e Pier Paolo Calzolari, venduti già il secondo giorno di apertura ufficiale (rispettivamente 1 milione di euro per Stella e un range di prezzi tra 150000 e 750000 $ per Calzolari).
Tra i big selezioniamo la Galleria Tega di Milano, con due Fontana di grandi dimensioni, l’opera di Christo The Floating Piers e un’opera di Valerio Adami. Anche la galleria Luhring Augustine ha catturato la nostra attenzione con le opere blu in solfato di rame del giovane artista Roger Hiorns. Nella top list sicuramente anche la LEVY Galerie di Amburgo, che presenta una mini monografia di Daniel Spoerri e parte della sua opera più recente Meissen Porzelan. Avessimo avuto posto sufficiente, avremmo portato volentieri nei nostri uffici la scultura in marmo White Snow, Bambi di Paul McCarthy, venduta per $ 2.8 milioni da Gagosian (che ha venduto, tra gli altri, anche Koons e Anish Kapoor) ma anche qualche scultura di Tony Cragg, quest’anno onnipresente, dalla galleria Buchmann alla Marian Goodman e Lisson. Come di consueto, la Landau Fine Art ha presentato il meglio dell’arte moderna, con capolavori di Chagall, Picasso, Arp e Mirò, così come la Moeller, che ha portato un Lèger rimasto finora inedito nel mercato dell’arte.
DO WE DREAM UNDER THE SAME SKY
All’esterno dei padiglioni, come nelle passate edizioni, Messeplatz si è trasformata in una grande installazione all’aperto, quest’anno grazie all’iniziativa dell’artista thailandese Rirkit Tiravanja. Con DO WE DREAM UNDER THE SAME SKY, Tiravanja ha trasformato la piazza in una grande mensa collettiva dove il cibo e la condivisione diventano l’anima stessa della performance. Tra verdure grigliate e zuppe calde, Tiravanja si avvicina a un ideale di cucina vegan ed ecosostenibile che egli stesso auspica per il futuro, secondo il modello già elaborato a Chiang Mai, nella sua terra d’origine.
UNLIMITED
La sezione Unlimited, dedicata alle opere partecipative di grandi dimensioni e curata anche quest’anno da Gianni Jetzer, accoglie con la performance Egocentric System di Julius Von Bismark, giovane artista di Berlino che per tutta la durata delle giornata non è sceso un attimo dalla sua “stanza rotante”, rimanendo seduto a braccia conserte e consultando, di tanto in tanto, il suo smartphone. Tra le opere interessanti troviamo la torre di 760 biciclette di Ai Wei Wei presentata da Galleria Continua e …in continuum, un’installazione di 110 opere su tela di Emilio Vedova, rappresentato dalla Galleria dello Scudo di Verona. Tra le opere più significative e notevoli, collochiamo la replica dell’opera Untitled (Blue Placebo) di Gonzalez-Torres, realizzata da Sturtevant, l’installazione Life Model di David Shrigley, dove chiunque può accomodarsi e realizzare un ritratto di un particolare manichino-modello, l’opera di Kader Attia Arab Spring, metafora della distruzione del museo Egizio del Cairo e, la ormai socializzatissima opera Plastic Tree di Pascale Marthine Tayou, una riflessione sull’abuso di plastica che crea, con le sue foglie colorate, una dimensione fiabesca.
SPOTTED
Inoltre, spotted da Artrust, un Leonardo di Caprio intento ad ammirare opere di Giacometti, Picasso, Jasper Johns e Takashi Murakami. Pare si sia soffermato anche sulle opere di Basquiat esposte dalla Fondazione Beyeler all’ingresso del primo piano, dove (casualmente) ci trovavamo anche noi in quel momento!
Insomma, tre giorni di scoperte e incontri tra gli stand di Art Basel, ma anche un lungo percorso a Basilea tra i musei della città: Tinguely, Gauguin e Marlene Dumas al Beyeler, una mattinata design al Vitra Museum. Ma di tutto questo vi racconteremo nel prossimo post…




