Oltre la fiera: Parcours 2016 a Basilea
«What does the individual stand for? What does the body stand for?» É su questi interrogativi che il fondatore di SALTS – lo spazio espositivo non-profit di Birsfelden – Samuel Leuenberger ha incentrato la settima edizione Parcours, aperta al pubblico per soli tre giorni dal 13 al 16 giugno e la sera del 18 giugno. In occasione dell’edizione 2016 di Art Basel, il quartiere centrale di Münsterhügel si é trasformato nella location perfetta per l’installazione di 19 grandi opere di artisti internazionali volte ad analizzare il rapporto tra l’uomo e il suo corpo.
L’edizione 2016 annovera artisti di fama ed emergenti: Trisha Baga, Daniel Gustav Cramer, Andrew Dadson, Michael Dine, Jim Dine, Sam Durant, Alberto Garutti, Alfredo Jaar, Hans Josephsohn, Ilya ed Emilia Kabakov, Eva Koťátková, Allan McCollum, Ivan Navarro,Virginia Overton, Tabor Robak, Trace Rose, Bernar Venet, Michael Wang e Lawrence Weiner.
Nonostante la pioggia battente, abbiamo percorso le diverse tappe del percorso lasciandoci coinvolgere in questo profondo vortice emotivo e introspettivo e selezionando per voi alcune opere che ci hanno colpito maggiormente.
Il canadese Andrew Dadson ha presentato Painted Plants, un insieme di piante dipinte di nero e illuminate da luci con raggi UV che ne favoriscono la crescita. Il colore verde dei nuovi germogli crea un forte contrasto col nero della pittura e ci ricorda come le forze naturali esulino dal nostro controllo e siano i veri attori di ciò che vediamo e come lo vediamo. Il raggruppamento delle piante vuole sottolineare come sia importante l’ambiente naturale nel contesto urbanistico, mentre la pittura diventa una metafora del paesaggio in costante mutamento.


L’Antikenmuseum Basel ospita Muscle and Salt, l’opera concepita da Jim Dine appositamente per il museo basilese, l’unico in Svizzera dedicato all’arte delle prime civiltà mediterranee. L’installazione, che combina poesia e lirica in un coinvolgente dialogo tra presente e passato, parte da un grande autoritratto circondato da una serie di muse elleniche in legno all’interno di quattro pareti completamente scritte a mano dall’artista stesso.



Alberto Garutti, all’interno di un incantevole giardino privato aperto al pubblico in occasione di Art Basel, propone cinque panchine che furono commissionate nel 2009 dalla Fondazione Zegna di Trivero nell’ambito del progetto All’aperto. Su ciascuna panchina è scolpito un cane differente, ed è incisa la frase “Il cane qui ritratto appartiene a una delle famiglie di Trivero. Quest’opera è dedicata a loro e alle persone che sedendosi qui ne parleranno“. L’artista intende quindi non solo instaurare un rapporto tra l’opera e l’ambiente circostante, ma anche favorire l’incontro tra gli spettatori: il cane, come nella vita quotidiana, diventa quindi occasione di dialogo tra le persone.



Il cileno Ivan Navarro con Traffic, un mobile composto da semafori appesi che oscillano ciclicamente dal verde al rosso e all’arancione, stacca da un contesto urbano un elemento quotidiano e lo trasforma in una nuova esperienza.

Altra interessante scoperta è Coasts, l’installazione musicale di Daniel Gustav Cramer che per la prima volta ha condiviso i suoni oceanici registrati nei vari continenti, dall’Europa, all’Asia fino all’emisfero australe. L’architettura del palazzo che ospita l’installazione permette una ascolto separato o, in alternativa, posizionandosi al centro della sala, una coinvolgente esperienza “surround“.

Di grande attualità è invece l’opera provocatoria di Alfred Jaar, The Gift. Una curiosa scatola blu viene donata a ogni visitatore: al suo interno l’artista racconta il drammatico tema dell’immigrazione e invita a fare una donazione al MOAS “Migrant Offshore Aid Station”.


Se Basilea è la città per eccellenza del mix di culture, in continuo flusso tra presente e passato, Parcours 2016 è lo spunto perfetto per vivere appieno questo scambio. E noi vi consigliamo di farlo!




