Artrust @ Art Basel 2014
“Art is a way of bringing people together”, scrive Gerhard Mack ripercorrendo la storia di Art Basel dall’anno della prima esposizione – il 1970, ad oggi. La 45esima edizione della fiera d’arte più importante del mondo ha infatti chiuso i battenti domenica, dopo sei giorni di successo e grande ottimismo: i visitatori sono stati 92’000 (in crescita rispetto al 2013 che aveva contato già un record di circa 86’000 presenze), le gallerie presenti 285 da 34 paesi diversi.
Nei padiglioni e nelle 8 sezioni principali si incontrano galleristi, collezionisti, critici, appassionati e acquirenti che vengono da tutto il mondo per scoprire le novità in fatto di tendenze e l’andamento del mercato dell’arte.
Segnali positivi sono stati registrati anche sul versante acquisti: il chiacchieratissimo autoritratto “Fright Wig”, di Andy Warhol del 1986 è stato venduto per circa 35 milioni di dollari; discreto successo avuto anche un delfino gonfiabile di Jeff Koons, comprato per 5 milioni.
Onnipresente l’arte cinetica di Alexander Calder, con sculture Mobiles di diverse dimensionie l’arte povera di Giuseppe Penone con le sue tele spinate e l’opera di 50 metri “Linfa Vitale” presentata nei grandi spazi di Art Unlimited. Accanto ai grandi nomi spiccano anche le gallerie emergenti grazie alla sezione Statements, spostata nella Hall 2 in modo tale da dare alle giovani realtà in crescita il giusto spazio nell’esposizione.
Sempre all’interno del circuito di Art Basel la novità meglio riuscita pare essere stata 14Rooms nella Hall 3, 14 camere di Live Art dove opere di artisti come Bruce Nauman, Yoko Ono e Santiago Serra indagano la fisicità e lo spazio in rapporto al visitatore. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con la Fondazione Beyeler e il Theater Basel.
Uscendo dai percorsi di Art Basel, la città che ospita la fiera offre altre manifestazioni ed eventi degni di nota: la mostra I AM NOT YOU diKristof Kintera al Museo Tinguely è, secondo Artribune, la migliore tra quelle presentate durante la settimana fieristica. Un assemeblage di opere che ripercorrono la quotidianità in chiave dissacrante, spaziando da palme di lattine di birra a resti distrutti di collezioni di H&M fino a sacchi di cemento ammucchiati in verticale: opere dirette e immediate che sembrano dialogare perfettamente con le sculture interattive di Jean Tinguely, tanto apprezzate anche dai visitatori più piccoli.




