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La smaltatura: etimologia e tecnica

Originata presso i popoli del Mediterraneo oltre 3 millenni fa dalla necessità di aggiungere colore ai metalli preziosi, la smaltatura è un’arte applicata che accoppia paste vitree a superfici metalliche attraverso un processo di fusione al forno. Da questo procedimento, praticato da pochi maestri, nascono manufatti preziosi e inalterabili nel tempo.

Etimologia

La parola smaltatura deriva da smalto, una sostanza colorata con proprietà decorative e protettive risultante dalla fusione di potassa, ossidi metallici, sabbia silicea e soda. Nell’antichità i popoli mediterranei diedero a questo composto un nome basato sulla radice indoeuropea mal-, indicante l’azione di triturare al fine di rendere pastoso. In greco tale termine suonava come smagdos o secondo altre ipotesi maltha, termini che nel latino del III-IV sec d.C. si conservarono nella forma (e)smalctum. Il contatto con etnie barbare nella fase del tardo Impero portò poi a ulteriori trasformazioni del vocabolo: presso i gallici nacque così il sostantivo esmal e presso i germanici il verbo schmelzen, ossia fondere, proveniente dalla forma intermedia *smaltian.

Tecnica di produzione

La smaltatura si ottiene attraverso l’unione per calore dello smalto a un metallo (solitamente oro, rame, argento): a questo scopo bisogna disporre di un forno in grado di raggiungere una temperatura compresa tra i 500 e i 900 gradi e capace quindi di fondere lo smalto su una superficie metallica in modo che i due materiali restino fortemente legati fra loro anche a raffreddamento avvenuto. Per toccare i più alti esiti estetici, i maestri orafi sfruttano diverse tipologie di lavorazione:

  • Champlevè: asportazione di materiale dalla superficie metallica per ottenere alveoli in cui inserire lo smalto (in francese la parola significa letteralmente “campo levato”).
  • Cloisonné: aggiunta di listelli metallici sulla superficie del supporto per ottenere alveoli, detti cloisons, in cui inserire lo smalto.
  • Bassetaille: la superficie del metallo viene decorata con un disegno a bassorilevo che emerge sotto smalti traslucidi o trasparenti.
  • Smalto dipinto: incisione della lastra metallica sulla quale si stendono direttamente con il pennello i colori.

Quale che sia la tecnica, il risultato finale è un manufatto metallico rivestito da una superficie liscia, dura e dai colori brillanti.

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