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Munari Politecnico: un genio, un amico! Mostra al Museo del Novecento di Milano

Eccomi qui, Milano 2 agosto, caldo sì ma al Museo si sta benissimo! Artrust non poteva mancare ed io non volevo perderla perciò…

Il Museo del Novecento di Milano ospita la Mostra “Munari Politecnico” e nella Sala Focus una rassegna fotografica, tutto dedicato a Munari.

Munari, nato nel 1907, trascorre la giovinezza nel Polesine e nel 1926 torna a Milano dove conosce e collabora con gli artisti del movimento futurista.

Nel 1929 lavora nella pubblicità, nel 1930 si stacca dal movimento futurista e inizia a progettare le Macchine inutili. Nel 1948 partecipa alla fondazione del Movimento Arte Concreta (MAC) con G.Monnet, G.Dorfles e A. Soldati. Negli anni Cinquanta realizza opere di vari settori di ispirazioni: Negativi-positivi, Forchette Parlanti, Fossili del 2000 e altro.
Nel 1962 organizza la Mostra Arte Programmata al negozio Olivetti di Milano. Nel 1974 presenta i “Colori nella Curva di Peano” ispirati al lavoro del famoso matematico italiano. Ha creato lavori sino all’ultimo, si è spento nel 1998.

Munari a Milano frequenta i caffè, Brera, gli atelier e le gallerie d’arte, tutto diventa luogo di studio. La città di Milano cresce, cambia e Munari con lei.

Nel Museo del Novecento di Milano, visitare la Mostra dedicata a Munari mi permette di conoscerlo come un “ricercatore” di idee e soluzioni all’avanguardia, dove arte e scienza si intrecciano. Mi colpisce la Macchina inutile del 1947, esposta in un’altra sala, che in qualche modo “prepara” alla Mostra.

Le opere esposte, provengono dalla Fondazione Jacqueline Vodoz-Bruno Danese, dal Museo del Novecento e dall’archivio ISISUF (Istituto Internazionale di Studi Sul Futurismo), tutte esprimono la capacità di Munari di recepire, studiare e rielaborare, le idee dei periodi storici artistici nel corso della sua vita personale.

Il Focus dedicato a Munari propone una serie di fotografie che raccontano aspetti della personalità dell’artista. Parlano della sua creatività, del suo vissuto, della sua immancabile ironia che inaspettata diventa una espressione unica contrapposta al rigore “didattico” della sua persona. Le immagini di Munari immortalate dai suoi collaboratori ed amici trasmettono serenità, ilarità, tenerezza.
Tenerezza che è palpabile al termine del percorso fotografico nell’ultimo ritratto che lui stesso chiese all’amico Atto poco prima di morire.

Con emozione proseguo, ecco un’altra bellissima Macchina inutile mi accoglie all’ingresso della sala dedicata a Munari.
Le opere scandiscono il tempo, gli anni della attività dell’artista. Tra il 1950 ed il 1970 si concentra sulla “macchina”. Realizza poi un’archeologia del futuro con i Fossili del 2000, seguono le opere Bambù, Curve di Peano, il collage Gran lusso, Guardiamoci negli occhi, Colori rotanti, ancora una Macchina inutile.

Una vera meraviglia! Guardo e riguardo, mi stupisco e mi diverto.

Munari è unico, geniale ed ironico. Penso in quanti settori le sue idee ed il suo lavoro sono stati fonte d’ispirazione. Basta pensare al design di oggetti per la casa, l’auto, la decorazione, i giochi.

La mostra resterà aperta fino al 7/9/2014, non ha un catalogo. Il curatore della mostra incontrerà e raccoglierà testimonianze di diverse persone che hanno conosciuto o lavorato con Munari, e ne realizzerà un libro, la cui uscita è prevista per la chiusura della mostra. (Non devo perderlo!)

Munari è stato un artista e designer, si è interessato a vari campi quali grafica, pittura, fotografia, pubblicità, didattica. Soprattutto si è mostrato sempre interessato ed attento al mondo dei bambini e dei loro giochi, non solo per divertirli ma per insegnar loro a pensare e a sviluppare ed usare la fantasia e la creatività.

“La fantasia è una facoltà dello spirito capace di inventare immagini mentali diverse dalla realtà dei particolari o nell’insieme: immagini che possono essere anche irrealizzabili praticamente .
La creatività è una capacità produttiva dove fantasia e ragione sono collegate per cui il risultato che si ottiene è sempre realizzabile praticamente”  B. Munari

Ed ancora:

“C’è sempre qualche vecchia signora che affronta i bambini facendo delle smorfie da far paura e dicendo delle stupidaggini con un linguaggio informale pieno di ciccò e di coccò e di piciupaciù. Di solito i bambini guardano con molta severità queste persone che sono invecchiate invano; non capiscono cosa vogliono e tornano ai loro giochi, giochi semplici e molto seri”  B. Munari

Queste parole sono alla base del metodo usato nei nostri laboratori didattici!

Una bella mostra, una nuova esperienza di arricchimento culturale personale e la conferma che il metodo pedagogico Munari è la giusta scelta per la didattica Artrust!

Lorella Lissoni

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