Non solo Mont Saint-Michel: la Normandia tra arte, storia e memoria
Mont Saint-Michel è per la Normandia quello che la Tour Eiffel è per Parigi, il Big Ben per Londra o il Colosseo per Roma. Un simbolo iconografico, il segno distintivo entrato nell’immaginario collettivo, la foto da cartolina che identifica la regione nel mondo. E non potrebbe essere diversamente. L’abbazia benedettina, che si erge su un lembo roccioso che il sorprendente gioco delle maree collega o isola dalla terraferma, è stata inserita dall’UNESCO tra i patrimoni dell’umanità già dal 1979. La sua stordente bellezza, e la fama che ne deriva, attirano ogni giorno migliaia di visitatori, che ne fanno una tappa obbligatoria dei loro, a volte frettolosi, viaggi nel nord della Francia.
Eppure, identificare la Normandia con Mont Saint-Michel è non solo ingiusto, ma anche scorretto da un punto di vista geografico: il Mont si situa infatti proprio sul confine ovest della regione, a cavallo con la selvaggia Bretagna. Muovendosi da lì fino al limite estremo a est, oltre Dieppe, attraversando una ridente campagna costellata di cittadine incantevoli (fatelo evitando le autostrade e percorrendo le strade secondarie che si snodano tra i campi!), è possibile scoprire le tante facce di una regione magica che ha tanto da offrire, sotto molteplici punti di vista.
La culla dell’impressionismo
La Normandia, soprattutto la zona dell’Alta Normandia – che da Rouen, lungo la valle della Senna, sale verso le scogliere della Côte d’Albâtre e le località balneari della Côte Fleurie – è stata fonte di ispirazione per tanti esponenti dell’arte impressionista. Non è poi così ardito affermare che, senza i colori, i paesaggi, la luce di questa porzione di terra, non avremmo potuto apprezzare le opere dei più grandi impressionisti di fine Ottocento. Non è un caso che Monet abbia trascorso qui la maggior parte della sua vita artistica, trasferendo sulla tela la magia della cattedrale di Rouen (in tutte le ore del giorno), la meraviglia delle bianche falesie erose dal vento di Étretat o l’incanto del porticciolo di Honfleur. Visitando oggi la sua casa a Giverny è impossibile non avvertire la sensazione di essere letteralmente entrati in un dipinto del suo ciclo Le Ninfee. Gli stessi luoghi e le stesse atmosfere hanno affascinato, tra gli altri,Renoir, Pissarro, Gauguin, Degas, Delacroix. In altra epoca, anche Jean Claude Duteil eFrançois Gall, protagonista della prossima esibizione di Artrust, hanno trovato in questi luoghi ispirazione per alcune delle loro opere.
Scoprire la Normandia ripercorrendo le tracce di questi famosi artisti, è una delle tante possibilità di visita per cui vale la pena optare.
Per alcune idee di itinerari: www.normandie-tourisme.fr
Le spiagge della memoria
6 giugno 1944: il D-Day. Le immense spiagge e le belle città della Normandia diventano il teatro di una della battaglie più cruente della storia. Lo sbarco alleato sulle coste della Normandia è per l’Europa l’inizio della fine del secondo conflitto mondiale, il risveglio dopo il buio nazista. Per la Normandia, invece, una ferita drammatica, che lascia segni indelebili.
Passeggiando per i luoghi principali degli scontri tra alleati e tedeschi – a Caen, Arromanches, Longue-sur-mer, Colleville-sur-mer, Point-du-Hoc, Sainte-Mère-Église – si ha come la sensazione che il tempo si sia fermato a quella giornata di giugno. Si vive in un’atmosfera sospesa. Cannoni, pezzi di artiglieria, pontili, mezzi militari. Tutto è rimasto al suo posto, immobile: insieme monito per non dimenticare, e contemporaneamente indizio di una impossibilità di proseguire, di voltare pagina.
Non c’è modo migliore per comprendere le dimensioni dei drammatici eventi, che visitare i tanti cimiteri militari disseminati lungo la costa: tra tutti il Cimitero Militare Americano di Colleville-sur-mer e il Cimitero Tedesco a La Cambe, anche solo per apprezzare il contrasto cromatico tra le bianche lapidi marmoree dei “buoni” e le tetre tombe dei “cattivi” (sempre che queste categorie siano utilizzabili in ambito storico).
Oggi i luoghi dello sbarco sono meta di un turismo crescente, che ha raggiunto il suo culmine proprio quest’anno in occasione del 70° anniversario della battaglia.
Per approfondire: www.memorial-caen.fr
Tracce medievali e gotiche
L’intreccio tra Normandia e storia non si limita ai più recenti fatti della Seconda Guerra Mondiale. Queste terre, infatti, hanno visto Guglielmo il Conquistatore ascendere al trono di Re d’Inghilterra, e vivono nel ricordo del sacrificio di Giovanna D’Arco, che con le sue gesta fu determinante nel risollevare le sorti francesi durante la Guerra dei Cent’anni.
L’antico e misterioso passato medievale aleggia ancora oggi in tutta la regione. È presente nei centri storici delle città, perfettamente conservati, con le loro caratteristiche case a graticcio. Lo si respira percorrendo le altissime navate delle imponenti abbazie gotiche: l’Abbaye-aux-Hommes a Caen, Notre-Dame de l’Assomption a Rouen (la cattedrale di Monet), Notre-Dame a Bayeux, e tante altre, senza dimenticare la più famosa e già citata Abbaye de Mont-Saint-Michel.
Lo si può inoltre leggere negli oltre 68 metri di tela di lino dell’Arazzo di Bayeux (inserito nel 2007 nell’elenco delle Memorie del Mondo dell’UNESCO) che descrive per immagini la conquista normanna dell’Inghilterra del 1066.
Lo si può infine vivere nei tanti castelli e fortificazioni ancora presenti, trasformati oggi in lussuosi hotel: soggiornarvi, anche solo per una notte, vi restituirà le emozioni autentiche di un passato lontano ma ancora tangibile.
Per saperne di più: www.bienvenueauchateau.com
Consigli di viaggio
Un viaggio in Normandia, senza perdersi nulla delle sue tante attrazioni, deve essere per forza di cose “on the road”. Noleggiare una macchina e godersi la guida lungo strade panoramiche, ben segnalate e poco trafficate, è la soluzione migliore per apprezzarne al meglio i paesaggi e la natura. L’offerta di ospitalità è ampia e variegata: dai soggiorni di lusso presso castelli e antiche dimore(http://www.relaischateaux.com/it), a quelli più estremi e insoliti, come dormire all’interno di un faro, sono tante le soluzioni possibili. Per vivere appieno l’esperienza normanna, tuttavia, il nostro consiglio è di soggiornare presso le tante chambres d’hôtes del circuito “Gîtes de France”, disseminate sul territorio: b&b a conduzione familiare, in contesti rurali, sempre molto curati dal punto di vista estetico, che vi permetteranno di entrare in contatto con l’accogliente gente locale e (se masticate un po’ di francese) di scambiare due chiacchiere a colazione, davanti a fragranti baguette, marmellate fatte in casa e crêpes cucinate al momento.
Per maggiori informazioni: www.gites-de-france.com




