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Bildnis Max Haufler: il ritratto secondo Camenisch

Storia di un ritratto Rot-Blau

Max Haufler, prima ancora di affermarsi come regista e attore cinematografico, si dedicò alla pittura e fu allievo dell’artista espressionista Paul Camenisch, del quale condivise la poetica e con il quale aderì sia al gruppo Rot Blau che al Gruppo 33. Durante gli anni Venti fece parte di quell’insieme di artisti che visse nei piccoli borghi alpini sparsi tra Ticino e Grigioni, condividendo amicizia e passioni. In questo ambiente conviviale spesso accadeva che gli uni si prestassero come modelli per le opere degli altri e viceversa: fu per esempio il caso di Haufler in questo intenso ritratto realizzato da Camenisch nel 1927, un primo piano caratterizzato da un cromatismo che rapisce l’occhio dello spettatore sia per la vivacità che per il contrasto dei colori scelti.

Un’opera ipnotica

La tavolozza dell’artista deforma i colori della natura attraverso variazioni di rosso e di blu e attraverso la predominanza del segno, tutti valori riconducibili all’estetica Rot-Blau cui Camenisch era legato. Ne deriva una sensazione ambivalente, di straordinaria vivacità da una parte e di ipnotico disorientamento dall’altra, affascinanti peculiarità dell’arte del pittore, capace di penetrare la sfera percettiva dello spettatore immergendolo in un’esperienza dal sapore metafisico.

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