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Le Uova Fabergé: la grande oreficeria alla corte degli Zar

Karl Fabergé realizzò tra il 1885 e il 1917 più di cinquanta capolavori di alta oreficeria diventati celebri con il nome di uova Fabergé: gioielli unici, creati per la dinastia russa dei Romanov e testimonianza degli ultimi turbolenti anni dell’Impero.

Origini

La Pasqua è la più importante celebrazione della fede ortodossa in Russia: terminate le funzioni religiose le famiglie si riuniscono e portano in dono uova decorate che simbolicamente alludono alla vita rinnovata e alla speranza. Durante l’Ottocento gli aristocratici di Mosca e San Pietroburgo celebravano la festività regalandosi oggetti preziosi e in questo contesto era lo Zar a primeggiare. In occasione della Pasqua del 1885 e del ventesimo anniversario con la Zarina Maria Fedorovna, Alessandro III decise di sorprendere la moglie con un gioiello mai visto, commissionato all’orefice Karl Fabergé.
La mattina di Pasqua, Fabergé consegnò a palazzo quello che sembrava essere un semplice uovo smaltato. L’imperatrice rimase felicemente stupita quando scoprì che all’interno dell’uovo era nascosto un tuorlo d’oro che a sua volta celava, come una matrioska, una gallina d’oro, un piccolo diamante intagliato nella forma della corona reale e un piccolo uovo di rubino.
Il dono fu molto apprezzato e all’orafo fu richiesto di creare ogni anno un uovo diverso che si ispirasse agli eventi di Russia e alla vita famigliare del casato dei Romanov. La tradizione delle uova imperiali durò per oltre 30 anni, portata avanti anche dal successivo Zar Nicola II e interrotta solo a causa della tragica fine della famiglia imperiale durante la rivoluzione.

Le uova e la fama di Fabergé

La creazione delle uova imperiali richiedeva un anno di duro lavoro. Tutto partiva dalla progettazione del pezzo, ispirato soprattutto al mondo famigliare dei regnanti: Fabergé cercava gli spunti nella vita privata dei Romanov con lo scopo di cogliere i loro momenti memorabili e le loro passioni. Per richiesta esplicita dello Zar, tutte le uova – per quanto tra loro diverse -dovevano svelare al loro interno una o più sorprese. La fase di lavorazione impegnava per lunghi mesi un ampio team di artigiani qualificati che lavoravano in gran segreto. Il risultato finale era sempre fantasioso e artisticamente superbo, tanto che al Salone Mondiale di Parigi del 1900 le uova imperiali vennero acclamate diffondendo la fama di Fabergé in Europa. Le opere del gioielliere furono così richieste dall’aristocrazia dell’intero continente (sebbene la dedizione di Fabergé andò sempre allo Zar).

La rivoluzione

A partire dall’ottobre 1917 le difficili condizioni economiche in cui versava il paese e le carestie causarono rivolte e scioperi sia a Mosca che a San Pietroburgo. Quando anche le truppe imperiali si unirono ai manifestanti , il governo crollò e il 15 marzo Nicola II abdicò.
Il giorno successivo fu ordinato l’arresto della famiglia Romanov: rimasero prigionieri in Siberia per oltre un anno e infine vennero giustiziati.
Con la fine dei Romanov corrispose la fine delle uova imperiali di Pasqua, non semplici frivolezze frutto dell’opulenza di una monarchia decadente ma straordinari documenti artistici capaci di raccontare un’epoca.

Attualità

Delle oltre 50 uova realizzate per la famiglia imperiale se ne sono conservate 42, sparse tra musei e collezioni private. Tra i collezionisti Malcolm Forbes vantava la più grande raccolta di uova Fabergé. Nel 2004, anno della sua morte, il magnate russo Victor Vekselberg ha acquistato la collezione riportando in patria i preziosi gioielli.
Oggi ci sono diversi modi per possedere un uovo associato al nome di Fabergé: riproduzioni autorizzate delle uova imperiali, uova create dai discendenti e uova realizzate da parte delle società autorizzate a utilizzare il marchio. Tutte soluzioni valide per portare nelle proprie case un prestigio senza tempo.

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